La carenza di autisti in Europa peggiora ancora: cosa significano i nuovi dati IRU per la tua flotta
Un nuovo report IRU colloca i posti vacanti per autisti di camion in Europa oltre mezzo milione, proprio mentre l'UE apre il suo Talent Pool ai conducenti extra-UE. Ecco cosa significano questi dati per la capacità e le assunzioni nella seconda metà del 2026.
FleetlySolutions · 27 luglio 2026
I numeri dietro il titolo
L'ultima indagine globale di IRU sulla carenza di autisti offre ai fleet manager un quadro più chiaro, e più preoccupante, di quanto molti si aspettassero. <cite index="29-6">L'indagine 2025 di IRU sulla carenza di autisti ha rilevato che circa 2,9 milioni di posizioni per autisti di camion, pari all'11% della forza lavoro, restano scoperte in 18 mercati.</cite> <cite index="29-7">L'Europa presenta uno dei tassi di carenza più elevati, al 13%, corrispondente a circa 502.000 posti di autista scoperti.</cite>
Non si tratta di un picco isolato. <cite index="29-8">In quasi tutti i mercati analizzati, il tasso di carenza del 2025 è risultato superiore rispetto al valore di riferimento del 2021.</cite> Il report indica anche chi ne risente maggiormente: <cite index="32-13">gli operatori a lungo raggio sono particolarmente colpiti, con quelli che hanno meno di 50 dipendenti che registrano tassi di carenza superiori di 6 punti percentuali rispetto alle grandi aziende.</cite> Per gli operatori regionali e transfrontalieri più piccoli, questo divario fa la differenza tra accettare un carico e doverlo rifiutare.
E l'ondata di pensionamenti deve ancora arrivare. <cite index="29-1,29-2">La sfida legata ai pensionamenti rende la questione sempre più urgente, con circa 660.500 autisti che si prevede lasceranno il lavoro in Europa entro il 2030.</cite> Il reclutamento semplicemente non tiene il passo con il numero di autisti che abbandonano definitivamente la cabina.
Perché il divario continua ad allargarsi
Non è per mancanza di impegno. <cite index="35-1,35-3">I ricercatori IRU hanno rilevato che la carenza di autisti è la preoccupazione più pressante per il 65% degli operatori in Europa,</cite> e le retribuzioni si sono adeguate di conseguenza. Ma il problema strutturale va ben oltre i soli salari.
Il Segretario Generale di IRU, Umberto de Pretto, lo ha detto senza mezzi termini: <cite index="32-2">"Nonostante gli sforzi significativi del settore, la carenza di autisti si è approfondita fino a diventare una questione strutturale critica per l'industria del trasporto su strada."</cite> <cite index="32-3">Ha aggiunto che la carenza non può essere risolta solo con campagne di reclutamento, e che il settore deve migliorare la qualità del lavoro, rendendo la professione di autista un percorso che le persone possano intraprendere, sviluppare e in cui rimanere.</cite> Per i fleet manager, è un segnale chiaro: il problema di assunzione di quest'anno non si risolverà con l'annuncio di lavoro dell'anno prossimo.
La risposta dell'UE: il Talent Pool e il reclutamento da paesi terzi
Bruxelles ha risposto con una mossa politica concreta, non con un ulteriore allarme. <cite index="28-1">L'UE ha ora formalmente adottato nuove norme che istituiscono l'EU Talent Pool, una piattaforma a livello europeo pensata per facilitare il reclutamento di lavoratori extra-UE nei settori colpiti da carenza di manodopera.</cite> <cite index="28-3">IRU accoglie con favore l'inclusione di autisti professionisti e meccanici tra le professioni riconosciute come carenti, a riflesso della realtà sul campo in tutto il blocco.</cite>
La Direttrice UE di IRU, Raluca Marian, l'ha definito un passo importante, sottolineando <cite index="28-4,28-5">che l'inclusione di autisti professionisti e meccanici nell'EU Talent Pool riconosce l'entità della carenza di manodopera che colpisce il settore del trasporto su strada commerciale.</cite> Ma è stata altrettanto chiara sui limiti: <cite index="28-6">una piattaforma di incontro domanda/offerta da sola non metterà autisti al volante.</cite>
Questo si basa su un lavoro preparatorio già avviato all'inizio dell'anno. <cite index="19-1">La Commissione Europea ha pubblicato uno studio completo condotto da IRU sul reclutamento e l'integrazione di autisti professionisti di autobus e camion provenienti da paesi terzi nel mercato del lavoro dell'UE,</cite> e sono già in corso programmi pilota: <cite index="24-3">IRU, insieme alle associazioni nazionali di autotrasportatori, sta attualmente attuando il progetto Skilled Driver Mobility for Europe (SDM4EU), che include progetti pilota di mobilità di autisti dal Marocco all'Italia e dall'Egitto alla Romania.</cite>
Cosa significa questo per autotrasportatori e spedizionieri, adesso
Nulla di tutto ciò colma il divario dall'oggi al domani. Le procedure per i visti, il riconoscimento delle patenti e i controlli sulle qualifiche di guida per le assunzioni da paesi terzi continuano a essere gestiti paese per paese, quindi il Talent Pool è un punto di partenza, non una soluzione immediata. Nel frattempo, la realtà operativa è che ogni posto scoperto rappresenta un carico che non puoi accettare oppure un autista che stai pagando a caro prezzo per trattenere.
Questo ha effetti a cascata che vanno ben oltre la voce stipendi. Una minore disponibilità di autisti fa aumentare il costo marginale di ogni chilometro pianificato, rende meno realistiche le finestre di consegna e trasforma la fidelizzazione degli autisti esperti in una priorità commerciale concreta, non più una semplice questione di risorse umane. Le flotte più piccole, già caratterizzate da un tasso di carenza superiore rispetto alle grandi aziende, ne risentono per prime: la perdita di un singolo autista può ridurre immediatamente la capacità utilizzabile.
Il ruolo di FleetlySolutions
Non puoi far comparire autisti dal mercato del lavoro, ma puoi ridurre quanto tempo, loro e del tuo back office, viene assorbito da attività amministrative che nulla hanno a che fare con la guida. FleetlySolutions gestisce la conformità agli orari di guida secondo il regolamento EU 561/2006, la pianificazione di percorsi e pedaggi, e l'OCR dei documenti, così che i dispatcher passino meno tempo a rincorrere carte e gli autisti meno tempo su registri manuali e formalità di frontiera.
Più il mercato degli autisti si restringe, più conta che ogni ora lavorativa disponibile venga impiegata su strada, non in attività amministrative. Una pianificazione più pulita di percorsi e pedaggi significa anche meno chilometri sprecati per ciascun autista, il che consente di sfruttare al meglio una forza lavoro sempre più ridotta. E poiché il prezzo del trasporto per chilometro deve riflettere la reale pressione sui costi legati agli autisti, e non un listino dell'anno scorso, avere dati sui costi accurati e aggiornati alla base dei preventivi conta ancora di più in un mercato così teso.
Mettetelo in pratica
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